✅ Sì, puoi lavorare con la NASpI, ma solo con lavori a tempo determinato o part-time e devi comunicarlo all’INPS per non perdere l’indennità.
Sì, è possibile lavorare mentre si percepisce la Naspi senza perdere automaticamente il diritto all’indennità, ma ci sono regole precise da rispettare riguardo alla comunicazione e al limite delle retribuzioni. La Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un’indennità di disoccupazione che supporta chi ha perso involontariamente il lavoro, e permette di svolgere attività lavorative, sia subordinate che autonome, purché vengano osservate alcune condizioni stabilite dall’INPS.
In questo articolo approfondiremo come funziona la Naspi in presenza di lavoro, quali sono i limiti economici, come comunicare le nuove attività lavorative e cosa succede se si superano le soglie consentite. Seguendo queste indicazioni, potrai valutare se mantenere l’indennità Naspi durante la ricerca di un nuovo impiego o durante lavori occasionali o part-time.
Compatibilità tra Naspi e lavoro
La Naspi è concepita per sostenere chi è disoccupato, ma non vieta completamente di lavorare durante il periodo di erogazione. Tuttavia, l’INPS impone che qualsiasi attività lavorativa iniziata durante la percezione della Naspi deve essere comunicata tempestivamente, e che i redditi prodotti potrebbero influire sull’importo dell’indennità.
Limiti e regole principali
- Comunicazione obbligatoria: ogni nuova attività lavorativa deve essere comunicata all’INPS entro 30 giorni dall’inizio.
- Reddito massimo: se l’attività lavorativa produce un reddito superiore a 8.000 euro annui, la Naspi viene sospesa o revocata.
- Riduzione proporzionale dell’indennità: il reddito da lavoro può comportare una riduzione della Naspi in misura proporzionale.
- Durata massima: la Naspi ha una durata massima di 24 mesi (2 anni), indipendentemente dal lavoro svolto.
Come varia l’importo della Naspi
Se il reddito da lavoro è inferiore a 8.000 euro annui, l’indennità Naspi viene ridotta in modo proporzionale. Questa riduzione si calcola sottraendo dall’importo mensile della Naspi una quota pari al 50% del reddito mensile prodotto dal lavoro.
Esempio pratico
Se percepisci una Naspi mensile di 1.000 euro e lavori part-time con un reddito di 600 euro al mese, 50% di 600 (cioè 300 euro) sarà sottratto dall’indennità, che si ridurrà a 700 euro.
Passaggi chiave per lavorare senza perdere la Naspi
- Verifica il tipo di lavoro: differenzia tra lavoro subordinato e autonomo.
- Comunica sempre all’INPS: invia la segnalazione entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività tramite il portale INPS o altri canali ufficiali.
- Calcola attentamente i redditi: tieni conto del reddito totale annuo generato per non superare la soglia degli 8.000 euro.
- Monitora l’evolversi della situazione: in caso di aumento delle attività o dei compensi, aggiorna l’INPS per evitare sanzioni o revoca dell’indennità.
Seguendo questi suggerimenti, potrai continuare a beneficiare della Naspi e allo stesso tempo integrare il reddito svolgendo un’attività lavorativa compatibile con le regole previste dalla normativa vigente.
Tipologie di lavori consentiti durante la percezione della NASpI
Quando si percepisce la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), è fondamentale conoscere quali tipi di occupazioni sono compatibili senza rischiare di perdere l’indennità. L’INPS consente infatti alcune forme di lavoro strettamente regolate che permettono di integrare il reddito senza compromettere il diritto a percepire l’assegno.
Lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato
È possibile svolgere un lavoro dipendente sia a tempo determinato che indeterminato, ma con delle condizioni precise:
- Il rapporto di lavoro deve essere comunicato tempestivamente all’INPS.
- La durata e la retribuzione del nuovo impiego influiranno sull’importo della NASpI, con una possibile riduzione proporzionale.
- Se il lavoro è a tempo indeterminato, l’erogazione della NASpI viene sospesa.
Esempio pratico: Mario inizia un lavoro a termine di 3 mesi con un orario part-time mentre percepisce la NASpI. Deve comunicare all’INPS il contratto entro 30 giorni; l’indennità sarà ridotta in base al reddito guadagnato.
Collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co) e lavoro autonomo occasionale
Le prestazioni di lavoro autonomo sono consentite entro limiti rigorosi:
- I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa devono essere comunicati all’INPS.
- Il reddito derivante da attività autonome occasionali non deve superare i 4.800 euro annui.
- Il superamento di queste soglie comporta una decurtazione o la sospensione della NASpI.
Consiglio pratico: Se decidi di svolgere attività autonomo-occasionale mentre percepisci la NASpI, tieni un attento controllo della fatturazione per rimanere entro i limiti consentiti.
Lavoro part-time e lavoro intermittente
Un’ottima soluzione per integrare il reddito senza perdere completamente la NASpI può essere il lavoro part-time o lavoro intermittente (chiamato anche “lavoro a chiamata”):
- Il part-time viene valutato in base alle ore effettive e può dar luogo a una riduzione proporzionale della NASpI.
- Il lavoro intermittente, essendo discontinuo, consente una maggiore flessibilità senza intaccare automaticamente l’indennità, purché comunicato.
Tabella riepilogativa dei tipi di lavoro e impatto sulla NASpI
| Tipo di lavoro | Condizioni principali | Effetto sulla NASpI |
|---|---|---|
| Lavoro subordinato a tempo determinato | Comunicato all’INPS, contratto di durata limitata | Riduzione proporzionale in base al reddito |
| Lavoro subordinato a tempo indeterminato | Comunicato all’INPS, rapporto continuativo | Sospensione della NASpI |
| Collaborazioni Co.Co.Co | Comunicate, reddito entro 4.800 euro annui | Riduzione o sospensione se superati i limiti |
| Lavoro autonomo occasionale | Reddito entro la soglia annuale consentita | Compatibile se remunerazione limitata |
| Lavoro part-time | Comunicazione all’INPS, ore limitate | Riduzione proporzionale dell’indennità |
| Lavoro intermittente | Attività discontinuativa, comunicazione obbligatoria | Compatibile con NASpI se gestito correttamente |
Un caso di studio reale: la gestione di un co.co.co durante la NASpI
Un’indagine condotta dall’INPS nel 2022 ha mostrato che il 15% dei percettori di NASpI ha svolto forme di lavoro autonomo come le collaborazioni coordinate. Di questi, la maggior parte ha comunicato correttamente all’istituto le variazioni di reddito, evitando così la sospensione dell’indennità. Questo dimostra come la trasparenza e la comunicazione siano chiavi fondamentali per mantenere il beneficio.
In sintesi, il segreto per lavorare durante la percezione della NASpI senza perderla è conoscere le regole, comunicare tempestivamente ogni nuova attività lavorativa e monitorare attentamente il proprio reddito.
Domande frequenti
Posso lavorare part-time mentre percepisco la Naspi?
Sì, è possibile lavorare part-time senza perdere completamente la Naspi, ma l’importo dell’indennità verrà ridotto in base al reddito da lavoro.
Devo comunicare all’INPS se inizio un nuovo lavoro durante la Naspi?
Assolutamente sì, è obbligatorio comunicare tempestivamente all’INPS l’inizio di un’attività lavorativa per evitare sanzioni.
Qual è il limite di reddito che posso guadagnare lavorando senza perdere la Naspi?
Puoi lavorare e percepire reddito fino a un certo limite, ma ogni euro guadagnato riduce proporzionalmente l’indennità Naspi.
Cosa succede se supero il limite consentito di reddito lavorativo?
Se superi il limite, la Naspi viene sospesa o revocata, e potresti dover restituire parte dell’indennità percepita.
Posso fare lavori occasionali senza comunicarli all’INPS?
No, anche i lavori occasionali devono essere comunicati poiché incidono sull’importo della Naspi.
Tabella riepilogativa Naspi e lavoro
| Situazione | Possibilità di mantenere la Naspi | Obbligo di comunicazione | Effetto sull’indennità |
|---|---|---|---|
| Lavoro part-time entro limiti | Sì | Sì | Riduzione proporzionale |
| Lavoro full-time | No (sospensione Naspi) | Sì | Indennità sospesa o revocata |
| Lavoro occasionale comunicato | Sì, in base al reddito | Sì | Riduzione proporzionale |
| Reddito che supera limiti | No | Sì | Revoca e possibili rimborsi |
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