orologio e calendario accanto a contratto lavoro

Come si calcolano i giorni di preavviso nel contratto di lavoro

Il calcolo dei giorni di preavviso nel contratto di lavoro dipende da anzianità, livello e CCNL: verifica attentamente queste condizioni cruciali!


Il calcolo dei giorni di preavviso nel contratto di lavoro dipende principalmente dalla tipologia di rapporto, dalla durata del contratto, e dalle norme contrattuali o collettive applicabili. Generalmente, il preavviso è un periodo minimo che il lavoratore o il datore di lavoro devono rispettare per comunicare l’intenzione di risolvere il rapporto lavorativo, consentendo così un corretto passaggio o un’adeguata organizzazione interna.

In questo articolo approfondiremo i criteri principali per calcolare i giorni di preavviso, analizzando le differenze tra contratti a tempo determinato e indeterminato, il ruolo dei contratti collettivi nazionali del lavoro (CCNL), e le modalità di comunicazione richieste. Verranno inoltre presentati esempi pratici e tabelle con i termini standard di preavviso previsti per diverse categorie professionali e anzianità di servizio, per offrire un quadro completo e facilmente utilizzabile.

Che cos’è il preavviso nel contratto di lavoro

Il preavviso è un periodo temporale che deve intercorrere tra la comunicazione di dimissioni o licenziamento e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro. Esso serve a permettere all’altra parte di organizzarsi adeguatamente per la ricerca di una sostituzione, la terminazione di progetti o la turnover del personale. L’obbligo di preavviso è previsto dal codice civile e approfondito dai singoli contratti collettivi.

Fattori che influenzano il calcolo del preavviso

  • Tipo di contratto: a tempo determinato o indeterminato
  • Durata del rapporto lavorativo: più lungo è il tempo di servizio, maggiore può essere il preavviso
  • Contratto collettivo nazionale (CCNL): ogni categoria lavorativa ha regole specifiche
  • Modalità di cessazione: dimissioni volontarie, licenziamento individuale, licenziamento per giusta causa (che può non richiedere preavviso)

Come calcolare i giorni di preavviso

Per effettuare il calcolo corretto, vedere innanzitutto cosa prevede il proprio CCNL di riferimento. In assenza di specifiche, si applica la normativa di legge secondo quanto previsto dagli articoli 2118 e 2119 del Codice Civile.

Il calcolo si basa generalmente su:

  1. Periodo di anzianità: Più è lungo il servizio, più lungo è il preavviso.
  2. Categoria di lavoro: operai, impiegati, quadri e dirigenti hanno termini differenti.
  3. Motivazione e tipo di recesso: Il preavviso può variare a seconda che sia il lavoratore o il datore di lavoro a recedere.

Esempio pratico

CategoriaAnzianità di servizioPreavviso minimo (giorni)
OperaiFino a 5 anni15 giorni
OperaiOltre 5 anni30 giorni
ImpiegatiFino a 5 anni1 mese
ImpiegatiOltre 5 anni2 mesi
DirigentiQualunque3 mesi

Consigli pratici per la gestione del preavviso

  • Verificare sempre il proprio CCNL per conoscere i termini specifici previsti.
  • Comunicare il preavviso per iscritto, tramite lettera o PEC, per avere una prova documentale.
  • Controllare se sono previsti il pagamento in sostituzione del preavviso se il datore di lavoro decide di non far lavorare il dipendente durante il periodo di preavviso.
  • Considerare eventuali modifiche dovute a contratti integrativi aziendali.

Calcolo pratico del preavviso: esempi e casistiche reali

Il calcolo dei giorni di preavviso nel contratto di lavoro può sembrare una sfida, ma con qualche esempio reale e qualche casistica concreta diventa tutto più chiaro. Il periodo di preavviso è il lasso di tempo minimo che un lavoratore o un datore di lavoro deve rispettare prima di concludere il rapporto di lavoro. Questo periodo serve per consentire a entrambe le parti di organizzarsi senza subire scompensi improvvisi.

Come si calcolano i giorni di preavviso? Una panoramica

La durata del preavviso dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Tipo di contratto (a tempo determinato o indeterminato);
  • Inquadramento contrattuale e livello di anzianità;
  • Accordi collettivi nazionali o specifici aziendali.

Ad esempio, un lavoratore con meno di 5 anni di anzianità potrebbe avere un preavviso di 15 giorni, mentre uno con più di 10 anni potrebbe arrivare anche a 60 giorni.

Esempio pratico 1: dipendente con contratto a tempo indeterminato

Marco ha un contratto a tempo indeterminato e lavora come impiegato amministrativo da 7 anni in un’azienda. Il suo contratto e il contratto collettivo prevedono un preavviso di 30 giorni in caso di dimissioni.

Se Marco decide di dimettersi il 1° giugno:

  1. Inizia a contare i 30 giorni di preavviso;
  2. Il suo ultimo giorno di lavoro sarà il 30 giugno;
  3. Durante questo periodo, Marco continuerà a svolgere regolarmente le sue funzioni.

Esempio pratico 2: lavoratore con contratto a termine

Francesca ha un contratto a tempo determinato che scade il 31 dicembre. Tuttavia, vuole opporsi alla risoluzione anticipata e recedere con un preavviso di 10 giorni previsto dal contratto collettivo.

In questo caso:

  • Deve comunicare la sua volontà almeno 10 giorni prima;
  • Se lo fa il 20 dicembre, il periodo di preavviso si concluderà il 30 dicembre;
  • Il rapporto si interromperà quindi prima della scadenza formale del contratto.

Tabella riepilogativa: preavviso in base all’anzianità

AnzianitàPreavviso minimoPreavviso massimo
Fino a 5 anni15 giorni30 giorni
Da 5 a 10 anni30 giorni45 giorni
Oltre 10 anni45 giorni60 giorni

Consiglio pratico

Per evitare spiacevoli inconvenienti, è fondamentale consultare sempre il proprio contratto collettivo nazionale o gli accordi aziendali prima di calcolare il preavviso. Un errore comune è non considerare i giorni festivi o i sabati, che in genere non vengono conteggiati nel calcolo del periodo di preavviso, ma vanno verificati caso per caso.

Un caso reale interessante

Nel 2022, una nota azienda del settore metalmeccanico è stata coinvolta in una controversia legale proprio sul calcolo del preavviso. Il dipendente, con 12 anni di anzianità, aveva ricevuto un preavviso di soli 30 giorni, mentre il contratto collettivo prevedeva 60 giorni per la sua categoria. La sentenza del tribunale ha ribadito la necessità di rispettare il contratto collettivo, dando ragione al lavoratore e determinando un risarcimento per il mancato rispetto del termine di preavviso.

In sintesi, il calcolo pratico del preavviso richiede attenzione ai dettagli contrattuali, al tipo di rapporto di lavoro e all’anzianità del lavoratore. Solo così si potrà agire con sicurezza e rispetto delle normative vigenti, evitando spiacevoli controversie.

Domande frequenti

Come si determina la durata del periodo di preavviso?

La durata del preavviso dipende dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) applicato e dall’anzianità del lavoratore.

Il datore di lavoro può non rispettare i giorni di preavviso?

No, il datore di lavoro deve rispettare il preavviso previsto salvo il pagamento di un’indennità sostitutiva.

Come si calcolano i giorni di preavviso in caso di dimissioni volontarie?

Il lavoratore deve rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto o rischiare sanzioni economiche.

Cosa succede se il contratto non prevede un periodo di preavviso?

Si applicano le norme di legge o quelle del CCNL di riferimento, in mancanza, il preavviso può essere considerato nullo.

Il preavviso si calcola solo sui giorni lavorativi o anche sui festivi?

Il periodo di preavviso si calcola in giorni di calendario, inclusi festivi e weekend, salvo diversa indicazione contrattuale.

FattoreDeterminazione giorni di preavvisoNormativa/Contratto
AnzianitàMaggiore anzianità comporta preavviso più lungo (es. 15 giorni, 30 giorni, 60 giorni)CCNL specifico
Tipo di rapportoTempo determinato o indeterminato influisce sui terminiCodice Civile e CCNL
Parti coinvolteDimissioni del lavoratore o licenziamento datoreNorme contrattuali e leggi vigenti
Modalità di calcoloGiorni di calendario salvo diversa disposizioneLegge e contrato
Indennità sostitutivaPagata se preavviso non rispettato da una delle partiArt. 2118 Codice Civile

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