fattura elettronica con simboli di pagamento digitale

Come Funziona il Codice IVA nello Split Payment nella Fattura Elettronica

Il codice IVA nello split payment segnala che l’IVA è versata dal cliente PA, garantendo trasparenza e legalità nella fattura elettronica.


Il Codice IVA nello Split Payment è un elemento fondamentale nella fattura elettronica per identificare correttamente l’applicazione del meccanismo di scissione dei pagamenti, previsto dalla normativa fiscale italiana. Questo codice consente di specificare che l’IVA non sarà versata direttamente dal fornitore, ma dallo ente pubblico o dal soggetto obbligato secondo lo schema dello split payment, garantendo così la corretta gestione e tracciabilità dell’imposta.

Nel dettaglio, la fattura elettronica deve contenere uno specifico codice IVA che indica che l’operazione rientra nel meccanismo dello split payment. Questo codifica l’aliquota IVA applicata e il tipo di operazione, consentendo al sistema di interscambio (SDI) di riconoscere la fattura come soggetta a questa modalità di pagamento e di gestirne l’impatto contabile e fiscale in modo appropriato. Vediamo ora come funziona esattamente questo codice, quali sono le indicazioni da inserire nella fattura e come interpretare correttamente la normativa vigente in materia di split payment e IVA.

Cos’è il Codice IVA nello Split Payment

Il codice IVA è un valore alfanumerico che identifica l’aliquota e la natura dell’operazione ai fini della corretta applicazione dell’IVA. Nel caso dello split payment, il codice IVA deve indicare non solo l’aliquota applicata ma anche la specifica modalità di pagamento dell’IVA che prevede che sia il cliente a versare l’imposta direttamente all’erario.

Caratteristiche principali del Codice IVA per lo split payment

  • Aliquota IVA: indica l’aliquota applicata (ad esempio 22%, 10%, 4%).
  • Tipo di IVA: deve essere selezionata una tipologia che indichi la natura “split payment” (per esempio, uso del codice “S” o “I” con annotazione specifica a seconda del software gestionale).
  • Codice Natura: in alcuni casi viene utilizzato un codice natura specifico (come N3.1 o N3.2) per spiegare eventuali esenzioni o particolarità, ma lo split payment riguarda operazioni imponibili con pagamento scisso.

Come inserire il Codice IVA nella Fattura Elettronica

Quando si crea una fattura elettronica per operazioni soggette a split payment, il file XML della fattura deve riportare correttamente il parametro all’interno del blocco . È fondamentale utilizzare il valore appropriato che corrisponde:

  • all’aliquota IVA applicata;
  • alla modalità split payment;
  • alle indicazioni del provvedimento che disciplina questo meccanismo.

Ad esempio, un’operazione con IVA al 22% in split payment dovrebbe specificare nel campo Codice Aliquota “22” e impostare correttamente il campo Natura IVA o altri attributi messi a disposizione dal gestionale per segnalare il pagamento scisso.

Normativa e riferimenti

Lo split payment è stato introdotto in Italia con il Decreto Legge 66/2014 e successivamente modificato con altre disposizioni, stabilendo che:

  • pubbliche amministrazioni, società controllate e alcuni soggetti pubblici versano direttamente l’IVA;
  • il fornitore emette la fattura indicando l’IVA, ma non incassa l’imposta, che viene versata dall’acquirente;
  • la fattura deve essere emessa con le specifiche indicazioni per l’applicazione dello split payment, comprese quelle relative al codice IVA.

Implicazioni pratiche per aziende e fornitori

Per le aziende che forniscono beni o servizi a soggetti pubblici che operano con split payment, è indispensabile:

  1. configurare il software di fatturazione elettronica per gestire correttamente il meccanismo;
  2. verificare che il codice IVA e i dati inseriti nella fattura elettronica rispecchino la normativa vigente;
  3. essere consapevoli che l’IVA non va incassata ma solo esposta in fattura;
  4. monitorare gli adempimenti fiscali derivanti dalla gestione del credito IVA nei confronti dello Stato.

Questi passaggi sono necessari per evitare errori di emissione, ritardi nei pagamenti e possibili sanzioni.

Distinzione tra Codici IVA Applicabili e Casi di Esenzione nello Split Payment

Nel contesto dello split payment, è cruciale comprendere quali codici IVA siano effettivamente applicabili e come si distinguano dai casi di esenzione. Questo perché la corretta gestione della fatturazione elettronica dipende proprio dall’uso preciso e accurato dei codici, in modo da evitare sanzioni e garantire una compliance fiscale ottimale.

Codici IVA Applicabili nello Split Payment

Lo split payment si applica principalmente alle operazioni effettuate verso la Pubblica Amministrazione e si riferisce a specifici regimi IVA. I codici IVA che devono essere usati in questo sistema sono quelli relativi a operazioni soggette all’IVA ma per cui il pagamento dell’imposta è scisso tra cedente/prestatore e la PA.

  • Codici IVA standard: Si usano i codici che indicano aliquote ordinarie o ridotte, come 22%, 10% o 4%, ma con l’indicazione che l’IVA sarà versata direttamente dalla PA.
  • Codici IVA non imponibile: Rappresentano operazioni imponibili ai fini IVA, ma con meccanismi particolari, come ad esempio reverse charge, che possono coesistere con lo split payment ma vanno distinti accuratamente.

Esempio pratico

Immaginiamo una fornitura di beni con aliquota IVA al 22% destinata a un ente pubblico. La fattura elettronica deve contenere il codice IVA “22” ma con annotazione di applicazione dello split payment. L’IVA non verrà incassata dal fornitore, ma direttamente dall’ente pubblico, secondo le regole stabilite.

Casi di Esenzione e Non Applicazione dello Split Payment

Non tutte le operazioni verso la Pubblica Amministrazione rientrano obbligatoriamente nello split payment. Alcune categorie sono esenti o non soggette al meccanismo, come previsto dalla normativa vigente.

  • Esenzioni IVA: Alcune forniture possono essere esenti da IVA, ad esempio i servizi sanitari o educativi, dove il codice IVA indica esenzione (es. codice “ES” o “N6”), e quindi lo split payment non si applica.
  • Casi di non applicazione dello split payment: Ad esempio, le operazioni verso enti pubblici che non rientrano nell’elenco soggetto a split payment, o servizi privati resi alla PA dove la normativa non prevede la scissione del pagamento.

Tabella di confronto tra Codici IVA applicabili e codici di esenzione

Tipo di OperazioneCodice IVASplit PaymentNota
Fornitura di beni (aliquota ordinaria 22%)22IVA versata dalla PA
Fornitura di servizi sanitari esentiESNoEsenzione IVA, senza split payment
Servizi formativi non esenti10Split payment applicato
Operazioni non soggetteN6NoNon rilevante per split payment

Consigli pratici per la corretta gestione del Codice IVA nello Split Payment

  1. Verificare sempre il tipo di cliente: prima di emettere fatture con split payment, assicurarsi che il destinatario sia un ente pubblico obbligato al meccanismo.
  2. Utilizzare sempre codici IVA aggiornati: la normativa può subire modifiche; mantenere aggiornato il software di fatturazione elettronica è fondamentale per evitare errori.
  3. Annotare sempre nelle note della fattura la motivazione dello split payment, ad esempio: “Operazione soggetta a regime di scissione dei pagamenti ai sensi dell’art. 17-ter DPR 633/72”.
  4. Monitorare le modifiche normative: ad esempio, chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate possono fornire indicazioni precise sull’applicazione dei codici IVA e casi di esenzione.

Domande frequenti

Che cos’è lo split payment nella fattura elettronica?

Lo split payment è un meccanismo di pagamento dell’IVA in cui l’acquirente versa l’IVA direttamente all’erario, anziché al fornitore.

Quale codice IVA utilizzare nello split payment?

Si utilizza un codice IVA specifico che indica l’operazione soggetta a split payment, solitamente codici con aliquote zero e l’indicazione nel campo “Natura”.

Come si indica lo split payment nella fattura elettronica?

La fattura elettronica deve riportare il codice IVA appropriato con la natura “N6” e l’annotazione dello split payment nella descrizione o nel campo dedicato.

Chi è obbligato ad applicare lo split payment?

Le pubbliche amministrazioni e alcuni enti pubblici sono obbligati per legge a utilizzare il meccanismo dello split payment.

Che differenza c’è tra reverse charge e split payment?

Lo split payment prevede il versamento dell’IVA da parte dell’acquirente all’erario, mentre il reverse charge trasferisce l’obbligo di dichiarazione e pagamento all’acquirente ma non il versamento diretto.

VoceDescrizioneCodice IVANatura IVA
Split PaymentPagamento diretto dell’IVA all’erario da parte dell’acquirente PAIVA con aliquota 0%N6 – Operazioni soggette a scissione dei pagamenti
FornitoreEmette fattura senza incassare l’IVACodice IVA 0%Indicare natura N6
Acquirente (PA)Versa l’IVA all’erario

Lascia i tuoi commenti qui sotto e non dimenticare di visitare altri articoli sul nostro sito per approfondire ulteriori temi fiscali e contabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto
×

Ci aiuteresti molto condividendo i nostri contenuti

In un altro momento